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IL TRATTAMENTO DI FLEBITI
SUPERFICIALI E TROMBOSI PROFONDE
I principi di base sono enunciati nel capitolo dedicato alla 'Terapia farmacologica'

La  terapia farmacologica è la prima ad essere adottata impiegando in urgenza i Fibrinolitici (Urokinasi, Streptokinasi, TPA), i Profibrinolitici (Sulodexide), gli Anticoagulanti (Eparine sottocutanee). Il mantenimento viene effettuato somministrando a medio-lungo termine Anticolagulanti orali (Dicumarolici), i Profibrinolitici (Defibrotide orale), gli Antiaggreganti piastrinici (aspirine e derivati).
La loro azione consiste nel rendere il sangue meno capace di coagulare o nel favorire la produzione da parte della parete venosa di sostanze capaci di sciogliere il trombo.

Microfotografie di una sezione trasversale di una vena in corrispondenza di una valvola, sede preferenziale di formazione del trombo venoso

I principi di base sono enunciati nel capitolo dedicato alla 'Elastocompressione'

L'elastocompressione è indicata nelle fasi precoci, nelle forme iniziali e più periferiche poiché è capace di accelerare il flusso, soprattutto nelle vene profonde (a maggior rischio di estensione della trombosi), rendere il trombo più aderente alla parete, ridurre il rischio di embolia (frammentazione del trombo e migrazione al polmone) e permettere la mobilizzazione del paziente che rappresenta la migliore protezione.
Può essere eseguita con bendaggi o con calze terapeutiche in base alle varie indicazioni e sempre associata alla terapia farmacologica.

Esempio di un bendaggio semirigido multistrato medicato in un caso di flebite acuta superficiale della gamba

Applicazione di calze terapeutiche nei casi di flebiti superficiali o trombosi venose profonde periferiche

Terapia chirurgica

Nei casi di trombosi o flebite acuta delle vene maggiori con tendenza estensiva ed in quelli delle vene più periferiche, che non risentono adeguatamente della terapia farmacologica ed dell'elastocompressione, è necessaria la chirurgia per limitare i danni venosi permanenti provocati dalla trombosi. (Ved. il capitolo 'La sindrome post-trombotica) e prevenire l'embolia polmonare (in alcuni casi fatale) .

- Nelle flebiti superficiali ascendenti sono indicati interventi urgenti 
  che prevedono la chiusura della vena grande safena all'inguine.
- Nella trombosi venosa profonda può essere eseguita
  l'asportazione dei trombi dall'interno delle vene con cateteri a
  palloncino o con meccanismo di aspirazione e l'interruzione   
  chirurgica della vena di origine della trombosi.
- I filtri cavali sono attualmente meno utilizzati
- Sono ancora in fase di sperimentazione le procedure endovascolari

Varico-flebite acuta             a 30 giorni dall'intervento             a 28 anni dall'intervento

Un caso con varici, insufficienza venosa cronica primaria complicata da varico-flebite acuta ascendente, dopo micro-embolia polmonare, operato d'urgenza. (Per maggiori informazioni rimandiamo ai capitoli su 'Chirurgia delle varici')

Caso di trombosi acuta profonda recidiva con micro-embolia polmonare  in un paziente con insufficienza venosa cronica post-trombotica ed ulcera cronica. (Ved. il capitolo 'La sindrome post-trombotica) Intervento: trombectomia (asportazione del trombo con catetere a palloncino) ed interruzione della vena femorale superficiale

Trombo asportato             Ulcera         a 90 giorni

Il paziente è stato mantenuto con elastocompressione e terapia anticoagulante per 2 anni.
Attualmente sono state sospese, i segni d'insufficienza venosa cronica attenuati ed il risultato è stabile.
Un caso con varici, insufficienza venosa cronica primaria complicata da varico-flebite acuta ascendente, operato in elezione risolvendo le varici e la complicazione.
Negli ultimi anni si è realizzata una notevole evoluzione delle conoscenze in campo farmacologico ed una maggiore efficacia e sicurezza delle terapie anticoagulanti, spesso preferibili alla chirurgia. La moderna diagnostica non invasiva e radiologica (Eco-color-Doppler, AngioTC, AngioRM) permette di definire con precisione la sede, l'estensione e l'evoluzione dei trombi in corso di trattamento e di realizzarne un monitoraggio affidabile.