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AGGIORNAMENTI SULLE PRESSIONI VENOSE (Visitare il capitolo 'Diagnostica strumentale di 2° livello') La misurazione delle pressioni venose (che si esegue con metodo Doppler) permettono di quantificare la disfunzione venosa nei vari distretti superficiali e profondi. Con questo tipo di esame (e talvolta anche con la pletismografia) si entra nella vera valutazione 'emodinamica' delle malattie delle vene. La cosiddetta 'emodinamica' studiata soltanto con eco-color- Doppler è incompleta poiché non permette da sola di differenziare il ruolo delle varie vene insufficienti nel determinare i disturbi ed i danni circolatori. Questi dati sono fondamentali per la progettazione del migliore trattamento necessario e per poter definire il risultato prevedibile (valore prognostico). Sembra opportuno ricordare che questi esami indicano con precisione la coesistenza di problemi muscolari, scheletrici o articolare che possono associarsi all'insufficienza venosa o addirittura simularla. L'esperienza dimostra come molti pazienti 'inondati' per anni di cure per le vene senza nessun risultato, in realtà siano portatori di disturbi del sistema locomotore (muscoli, ossa, articolazioni) da sottoporre a cure ortopediche. (Visitare il capitolo 'La circolazione venosa') La seguente ricerca è stata presentata e pubblicata in occasione del 16° Congresso della Unione Internazionale di Flebologia. Montecarlo Settembre 2009. CENNI STORICI I RISULTATI dello studio su 600 arti normali e con varici degli arti inferiori indicano che l'insufficienza della vena grande safena anche alla gamba e delle vene perforanti è la causa principale della stasi venosa e delle sue complicazioni... .e che l'insufficienza della vena piccola safena, anche indipendentemente da quella delle vene perforanti è un'altra causa significativa della malattia. La conoscenza di questi dati permette di eseguire tutte (e soltanto) le correzioni necessarie. E' facile immaginare perché i pazienti con varici e pressioni normali presentino una minore incidenza di complicazioni da stasi (come trombosi, flebiti ed ulcere) rispetto a quelli con pressioni alte e magari anche 'scompensate' (Lo scompenso è rappresentato dalla mnacata normalizzazione della pressione dopo l'esercizio fisico). Qualunque tipo di correzione circolatoria, che tenga conto di questi dati, condurrà alla definizione dell'insufficienza venosa e delle varici e ridurrà la possibilità di recidive. (Visitare i capitoli sulla chirurgia, la terapia sclerosante delle varici e sull'elasto-compressione) I controlli eseguiti dopo varie forme di trattamento indicano che la scomparsa dei sintomi e delle varici sono accompagnati e documentati dalla normalizzazione delle pressioni venose.